🌱Sostenibilità8 min di lettura5 gennaio 2026

CSRD 2025-2026: Timeline Aggiornata degli Obblighi per le PMI Italiane

La direttiva CSRD entra in vigore per fasi. Quando sei obbligato? Cosa devi rendicontare? Quali standard ESRS applicare? Guida aggiornata.


Cos'è la CSRD e Perché Cambia Tutto


La Direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive — 2022/2464/UE), entrata in vigore il 5 gennaio 2023, sostituisce la precedente NFRD (Non-Financial Reporting Directive) e amplia radicalmente il perimetro delle imprese obbligate alla rendicontazione di sostenibilità.


Se la NFRD coinvolgeva circa 11.700 grandi imprese europee, la CSRD porta il numero a oltre 50.000 aziende in Europa — e in Italia a circa 6.000 imprese nella fase iniziale, destinato a crescere fino a coinvolgere le PMI.


Il cambio di paradigma è profondo: non si parla più di "reporting non finanziario" come appendice del bilancio, ma di rendicontazione di sostenibilità integrata nel bilancio annuale, soggetta ad assurance da parte di un revisore, e basata su standard tecnici obbligatori (ESRS — European Sustainability Reporting Standards).




La Timeline per Tipo di Azienda


Fase 1: Grandi Imprese già soggette a NFRD (primo reporting 2025, su dati 2024)


Sono interessate le imprese già soggette alla NFRD che al 31 dicembre 2023 soddisfano almeno 2 dei 3 criteri:

  • Dipendenti medi > 500
  • Fatturato netto > €50 milioni
  • Totale attivo > €25 milioni

  • Per queste aziende, il primo rapporto CSRD deve essere pubblicato nel 2025 (riferito all'esercizio 2024).


    Fase 2: Grandi Imprese Non-NFRD (primo reporting 2026, su dati 2025)


    Sono le grandi imprese che non erano soggette a NFRD ma che soddisfano almeno 2 dei 3 criteri:

  • Dipendenti medi > 250
  • Fatturato netto > €50 milioni
  • Totale attivo > €25 milioni

  • Per queste, il primo report è nel 2026 (dati 2025). Questo è il segmento più numeroso in Italia: circa 4.000 aziende rientrano in questa categoria.


    Fase 3: PMI Quotate su Mercati Regolamentati (primo reporting 2027, su dati 2026)


    Le PMI quotate in borsa (con almeno 10 dipendenti e €700.000 di fatturato) sono obbligate a partire dall'esercizio 2026, con primo report nel 2027. Possono avvalersi di standard ESRS semplificati (LSME — Listed Small and Medium Enterprises) ancora in corso di finalizzazione da parte di EFRAG.


    Fase 4: PMI Non Quotate — Rendicontazione Volontaria


    Le PMI non quotate non sono obbligate dalla CSRD, ma sono coinvolte indirettamente perché:

  • Le loro grandi clienti (nella Fase 1 e 2) devono rendicontare anche sulla propria catena di fornitura
  • Le banche che le finanziano richiedono sempre più spesso dati ESG per i rating di credito
  • I fondi di private equity e gli investitori istituzionali includono la sostenibilità nei criteri di valutazione

  • EFRAG ha sviluppato uno standard volontario per le PMI non quotate (VSME — Voluntary Standard for non-listed Small and Medium Enterprises) che può essere utilizzato per rispondere alle richieste delle grandi imprese clienti.




    Gli Standard ESRS: Cosa Devono Rendicontare le Aziende


    Gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards) sono i 12 standard tecnici obbligatori sviluppati da EFRAG e adottati dalla Commissione Europea con il Regolamento delegato 2023/2772.


    ESRS Trasversali (obbligatori per tutti)

  • ESRS 1: Requisiti generali (principi di rendicontazione, concetto di materialità)
  • ESRS 2: Informazioni generali (governance, strategia, gestione degli impatti, metriche)

  • ESRS Ambientali (soggetti a materialità)

  • ESRS E1: Cambiamenti climatici (emissioni GHG Scope 1, 2, 3; obiettivi di riduzione)
  • ESRS E2: Inquinamento
  • ESRS E3: Acqua e risorse marine
  • ESRS E4: Biodiversità ed ecosistemi
  • ESRS E5: Uso delle risorse ed economia circolare

  • ESRS Sociali (soggetti a materialità)

  • ESRS S1: Forza lavoro propria (condizioni di lavoro, parità, diversità)
  • ESRS S2: Lavoratori nella catena del valore
  • ESRS S3: Comunità interessate
  • ESRS S4: Consumatori e utilizzatori finali

  • ESRS di Governance (soggetti a materialità)

  • ESRS G1: Condotta delle imprese (etica, anticorruzione, gestione fornitori)

  • Importante: Il principio di materialità significa che non tutti gli ESRS sono obbligatori per tutte le aziende: si devono rendicontare solo gli impatti, rischi e opportunità che sono "materiali" (rilevanti) per quella specifica azienda nel suo specifico contesto.




    Il Concetto di Doppia Materialità


    La CSRD introduce il concetto di doppia materialità (double materiality), che richiede alle aziende di valutare:


  • Materialità d'impatto: come l'azienda impatta sull'ambiente e le persone (inside-out)
  • Materialità finanziaria: come i fattori ESG creano rischi e opportunità finanziarie per l'azienda (outside-in)

  • Entrambe le prospettive devono essere considerate nella Value Chain Analysis che è il primo passo della rendicontazione CSRD.




    Come Prepararsi con 12 Mesi di Anticipo


    Per le aziende nella Fase 2 (primo report nel 2026), il momento di prepararsi è adesso. Ecco un piano in 4 fasi:


    Fase A (Mesi 1-3): Gap Analysis e Assessment di Materialità

  • Identificare quali ESRS sono potenzialmente applicabili
  • Condurre interviste con stakeholder interni ed esterni
  • Effettuare la valutazione di doppia materialità
  • Identificare i dati già disponibili e quelli mancanti

  • Fase B (Mesi 4-6): Data Collection e Sistemi di Raccolta

  • Implementare sistemi per la raccolta dei dati ESG necessari (es. consumi energetici per KWh, emissioni CO2, ore di formazione, incidenti)
  • Definire le responsabilità interne per la raccolta dei dati
  • Integrare la raccolta ESG nei processi aziendali esistenti

  • Fase C (Mesi 7-9): Prima Rendicontazione Interna

  • Produrre un draft del report CSRD per uso interno
  • Identificare le lacune informative
  • Avviare il percorso di assurance con il revisore

  • Fase D (Mesi 10-12): Finalizzazione e Assurance

  • Integrare il report CSRD nella relazione sulla gestione
  • Completare il processo di assurance (limitata nel primo triennio)
  • Pubblicare il report integrato nel bilancio



  • Il Rischio di Non Prepararsi


    Le sanzioni per la mancata conformità alla CSRD sono definite dagli Stati membri. In Italia, il D.Lgs. di recepimento prevede sanzioni amministrative sia per la mancata pubblicazione del report sia per informazioni false o fuorvianti. Le sanzioni possono arrivare fino a €150.000 per le singole violazioni più gravi.


    Ma il rischio reputazionale è altrettanto rilevante: investitori, banche, clienti e partner commerciali stanno già includendo i criteri ESG nelle proprie valutazioni. Le aziende che arrivano impreparate alla CSRD rischiano di perdere competitività nei mercati più sofisticati.




    Come Sostenibile.go Semplifica la Conformità CSRD


    Sostenibile.go di Zucchetti è progettato per supportare le PMI nel percorso di conformità CSRD:


  • Moduli di raccolta dati pre-configurati sugli ESRS applicabili
  • Assessment di materialità guidato con template per stakeholder
  • Dashboard con KPI ESG aggiornati in tempo reale
  • Report CSRD generati automaticamente dal sistema
  • Integrazione con i dati contabili (fatturato, acquisti, costi del personale)
  • Audit trail per il revisore (assurance-ready)

  • Il sistema è aggiornato continuamente per recepire le evoluzioni normative degli ESRS e le nuove linee guida EFRAG.

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